- IL MARCHIO DELL'OMBRA - QUATTRO GIOVANI INCISORI: AGNESE BRUSCA – ANGELO GAMBINO – ANDREA LELARIO – ERMINIA MITRANO.
![]()
![]()
3 ottobre 2008
di Claudio Alessandri
![]()
![]()
Le opere di Agnese Brusca, sono immerse in una atmosfera di oniricità tenebrosa, emanazione crudele di una realtà che tende impietosamente a soffocare ogni anelito di quiete serena. L’ombra incombente ci conduce, dimentichi di un preziosismo tecnico, a considerazioni sulla drammaticità del vivere in perenne conflitto con entità sfuggenti che irridono la fragilità umana tesa a mete obliate di un mondo armonico che non contempli un “modernismo” che, ingannevole, finisce per isolarci in uno spazio angusto dove bellezza ed armonia si mutano in astratte, quanto irraggiungibili mete di un rigenerato mondo primordiale.
In Angelo Gambino è evidente un orgasmo creativo dove il tratto si interseca nella sperata ricerca di una spazialità ideale, dove il caos ritrova ordine armonico, non più cagione di trepidante attesa ma ponderato stupore nella riscoperta di una primigenia libertà ad esaltare la creatività, pacata, ma non inerte alla continua ricerca di “spazi” sempre più ampi fino al raggiungimento di una emanazione cerebrale che non conosce pastoie, librata in una comprensione universale, forse una ragione di tanto soffrire.
Andrea Lelario, si ha la sensazione di un intimismo cerebrale, che, sorretto da una tecnica stupefacente, riconduce a languori di un remoto passato. Gli alberi, scolpiti da una nobile vetustà, si mostrano in tutta la loro incontaminata bellezza a contornare ruderi di un passato tenebroso, eppure attraente come melanconiche armonie che prescindono dal tempo e dagli eventi e giungono al nostro più intimo sentire “depurate” dalla pesante coltre che, opprimente, grava sul corpo inerme di un uomo anelante solo bellezza e quiete serena.
Erminia Mitrano usa il mezzo espressivo, l’acquaforte nella evidente scelta “culturale” che questa tecnica le offre nella esplicitazione del suo più segreto sentire. L’acquaforte conferisce alle realizzazioni della Mitrano, la fierezza di una tecnica antica, nella quale si esalta la manualità dell’uomo al servizio della fantasia, un sogno che si materializza sulla carta, recando istanze di una realtà stravolta dall’umanità alla ricerca febbrile di orizzonti scorti con chiarezza, ma interpretati erroneamente in un frainteso spirito di perfezione che, per naturali limiti non potrà mai condurla ad esaltanti, risolutive mete. Al fine di questa rapida “visitazione” è facile comprendere e condividere le scelte di Pippo Gambino che, affermato incisore, ha compreso con lungimirante sapienza, il nascere di talenti protesi ad un esaltante e duraturo avvenire artistico. ![]()
![]()