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- UNA COLLETTIVA DOVE LA STORIA DIVIENE LEGGENDA

30 marzo 2011

di Claudio Alessandri

 
Nell’interessarmi alla miriade di leggende che narrano dei tempi remoti della Sicilia, quando ancora non esisteva la scrittura e poi, tradotte graficamente da narratori famosi o meno noti, ho sempre sondato i significati reconditi nascosti all’interno della mitologia o dalle leggende, perché sono sempre stato convinto che quel narrare fantasioso, colto o popolare, altro non fosse che una trasposizione parallela alla storia ufficiale.

Il grande giornalista e storico Indro Montanelli era uso dire: “Un popolo che non conosce il suo presente, non può avere un futuro”. Riguardo alla Sicilia io dico:” Un popolo che non conosce il suo passato e il presente, non può avere un futuro”, questa è una verità semplice eppure i siciliani, tranne fiammate subito estinte, è stato dominato nei secoli da innumerevoli conquistatori, al popolo sono rimaste le leggende, ma ne sconosce la storia, se così non fosse, avrebbe avuto un suo regno, un governo, una sua storia libera dai legacci di tanti popoli stranieri.
 
La storia “alta”, quella dei grandi storici si discosta notevolmente dalla cronaca, questa segue passo, passo l’evento, la storia risente inevitabilmente delle epoche, delle condizioni politiche e, spesso, dei preconcetti degli stessi storici. Quindi una narrazione “colta” di fatti e misfatti, visti e rivisti nel tempo, per la verità bisogna affidarsi all’onestà intellettuale dello storico. Una virtù molto rara da trovare.

Ebbene, il popolo detto minuto, ha compreso la differenza fra storia “ufficiale” e tradizione popolare che ha vissuto, sofferto o goduto ogni sfaccettatura di fatti e misfatti, sfrondati da idee filosofiche e speculative che alterano inevitabilmente la realtà.
L’insieme di racconti che hanno dato vita a questa collettiva di dipinti e non solo, sono trasposizioni pittoriche tratte dalla mitologia, dalla storia più recente, scaturiti dalla feconda fantasia popolare.

Cimentarsi su un argomento sfuggente, dalle mille sfaccettature, non è certamente agevole, eppure gli artisti che hanno accettato questa sfida, sono numerosi e, ciascuno nel proprio sentire artistico, ha fissato in una immagine la sfuggente verità, logicamente come intesa dagli artisti.

Citarli è d’obbligo, sono essi gli attori che si espongono coscientemente all’approvazione o alla critica: Peppe Caiozzo ,Tiziana Viola Massa, Liliana Errera, Ivana Mancino, Naire Feo, Dora Flavianna, Angela Sarzana, Nuccia Gandolfo, Mimmo Serio , Salvatore Gentile, Manlio Geracir, Salvatore Giambanco e Giuseppe Randazzo, Vincenzo Ognibene, Salvatore Previti, Maria Laura Riccobono , Maurizio Scaldara, Nancy Sofia , Arturo Stabile , Maria Felice Vadalà’, Caterina Vicari.

Da una prima analisi, ci appaiono ingenui nel contenuto letterario, non necessariamente in quello artistico, riconoscendone la saggezza, ma null’altro, tradizioni inevitabilmente popolari dal contenuto religioso, diviso equamente tra fede e scaramanzia, saghe cavalleresche che narrano di imprese fantastiche e sublimi nel tentativo nobile d’affrancarsi dall’oppressione di popoli invasori, più propensi al saccheggio e alla crudeltà, che al bene dei conquistati.
E’ evidente una disarmante purezza d’animo, una stirpe nel contempo ”vecchia e fanciulla”. Il mio pensiero è racchiuso all’interno di un lunghissimo arco di tempo durante il quale ho dedicato gran parte della mia vita, a tentare di comprendere l’anima di un popolo sospeso tra realtà e sogno, ma principalmente il significato recondito della straordinaria civiltà della Terra di Sicilia, l’unica, vera nazione peninsulare anche dopo l’apparente unificazione italiana.

Una Terra che ha generato fatti reali e storici, e da questi scaturiti, come naturale compendio di una natura che al sogno affida ogni speranza di riscatto da una sorte maligna, quasi un maleficio partorito dalla mente perversa di una delle tante divinità che presiedono al destino degli uomini. Un dio invidioso delle infinite bellezze di un’isola nata dall’ispirazione di un poeta e condannata all’attesa, senza tempo, dell’intervento di un altro dio a riscattare, per l’eternità, pianto, stenti ed ingiustizie nella visione di una Terra e una natura che, forse, ha visto all’origine la creazione dell’uomo e la sua cacciata da un Paradiso che, prima o poi, tornerà a donare pace e felicità all’umanità intera, quando tutto sarà compiuto e si tornerà a vivere nell’armonia e nell’incanto di ritrovati Campi Elisi.
 
La mostra dal titolo: SICILIA E ALTRE LEGGENDE organizzata dall’ass.ne culturale Ricercarte verrà inaugurata sabato 2 aprile presso il Centro Congressi Marconi ad Alcamo ed è visitabile fino al 8 Aprile 2011,
orari.10.30- 13.00 - 17.00 -19.30

http://www.pittorica.org/public/comunicati-stampa/ sicilia-e-altre-leggende-centro-congressi-marconi- alcamo-3448.asp


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