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- PITTURA, LIVIA CARTA A MILANO CON ASTRAZIONE INTERIORE -

5 marzo 2009

di Claudio Alessandri

Presso l’Associazione Culturale Renzo Cortina di Milano è in corso la personale della pittrice vicentina Livia Carta. Già dal titolo si comprende lo spirito che ha animato l’artista nel dipingere le sue opere, tutte recentissime ed alcune di notevole formato.

Livia Carta, è una pittrice che, come nelle precedenti numerosissime mostre, esprime senza tentennamenti la sua idea di dinamicità come irrinunciabile principio di vita. Questo concetto assume ancor più pregnanza allorché si dipana sulle grandi superfici, quasi che il segno ritrovasse un ampio respiro dopo negati tentativi di fuga verso un mondo sognato, anelato nel raggiungimento di una primigenia libertà, non negazione di un ordine coerente, ma reale comprensione di quell’iniziale “caos” che è stato all’origine della vita, in tutti i suoi aspetti, negativi o positivi che, nella loro alternanza rappresentano la vera ragione della nostra esistenza.

L’espressione pittorica della Carta evidenzia una ricerca quasi chirurgica del suo più intimo sentire il mondo che la circonda, a volte minaccioso, a volte gentile che si offre generoso e rassicurante, quasi bozzolo setoso, scrigno tiepido e morbido ad accogliere ogni affanno, a lenire ogni pulsione scaturita da messaggi paurosi di un avvenire incerto, pronto a soffocare con improvvisa violenza ogni debolezza di una umanità fragile, esposta alla legge del più forte, ritorno al “caos”, non quello che ha condotto a tutte le espressioni vitali, ma quello che precede l’evangelico squillo di tromba ad annunciare l’Apocalisse.

Le opere di questa ispiratissima artista mostrano una successione di “volti”, il segno si sovrappone al segno, una stratificazione che non occulta la prima idea, ma la completa positivamente in attesa di altro segno, di ulteriori cromatismi ad esplicitare l’idea compositiva dell’artista-ricercatrice di un mondo interiore che ritiene l’espressione più nobile, più pura del suo essere, adesso celato da un involucro fisico, magari splendido, ma ingannevole come una promessa che ottenebra un volto mostruoso.

La ricerca febbrile di Livia Carta non si esaurisce nel segno, ma trova maturazione e compimento nei colori che predilige, apparentemente contrastanti o privi di incisività, per allontanare ogni dubbio è sufficiente osservare gli accostamenti del grigio e dell’azzurro, dell’opaco terroso o delicato sabbioso, poi giungerà il rosso del fuoco a completare gli elementi della Creazione, in quel giungere alla sorgente vitale, quella che Livia Carta ricerca dal primo istante della ispirazione artistica, pensiero tangibile di un insperata prodiga meta.

articolo del 5/3/09 italiainformazioni

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